Scorre... tutto scorre

   Imboccare quella strada che per tanti anni, per tanti viaggi, mi ha portato verso i sogni... verso il futuro che, ai tempi, aveva così tante sfumature, così tante possibilità, così tante storie da disegnare e completare... beh, imboccare quella strada che ora porta solo verso la realtà quotidiana... verso le responsabilità di "adulta", che adulti poi non ci si sente mai fino in fondo... mi fa sentire defraudata dei miei sogni, delle mie speranze, dei miei se... e mi fa sentire triste... di quella melanconia che odora di alberi di pioppo e di corteccia di pino... del tepore del sole sulla pelle... ed anche la pelle parlava, all'epoca, di speranze... di amore... di illuminata serenità... la sigaretta tra le mie dita non sa più di ribellione ma di obbligata necessità... il sole mi disturba gli occhi... il calore sulla pelle provoca fastidio...

si... è così
è essere "adulti"
è lottare per non perdere la virtù del sogno


Luce e Amore

Ho perso le parole... ma c'è chi non le perde mai

   Ho perso le parole... si, ed anche il gusto di scrivere... perchè non so che scrivere... perchè cosa puoi scrivere quando la tua mente, il tuo corpo, il tuo spirito è nel Cambiamento? Una cosa che poi controvertirebbe il senso di quelle prima e così via... un Caos insomma... 

   Ne ho già tanto del mio... ma non credo sia "commerciabile" in un Blog... così mi astengo...

Grazie, grazie... sento già il rumore dei vostri sospiri di sollievo

   Così, per mio sommo divertimento e quello dei miei Allievi, mi diletto nella scrittura di Dispense, testi e affini... che loro dovranno diligentemente studiare... ;)

   Però, e mi pregio di chiamarlo amico, un mio amico, ieri, per il compleanno di sua moglie ha fatto una cosa stupenda... di quelle che solitamente o si vivono nell'intimità della propria casa o nel maxischermo di un cinema... lui ha fatto di più: l'ha resa alla portata di tutti noi... una dedica di Amore alla sua Compagna di Vita, alla madre dei suoi figli... una stupenda dichiarazione di Amore...

   Sperando che non me ne voglia, ve la copio qui... affinchè tutti ne possiate godere...



Non è l'amore a renderti speciale. 40 anni come 40 minuti per convincere un testone di due anni e tre giorni a mandar giù un biberon di quel latte da 120 euro a confezione per il quale era stato lui a svegliarti... Non so se ci sei nata o sono stati gli incontri, gli sbagli, le vittorie, i fallimenti, le sorprese di questi quarant'anni a renderti ciò che sei, la donna capace di affrontare le notti degli ultimi due anni (dopo ogni giorno degli ultimi due anni) con la stessa forza della prima (bè, no, proprio la prima no, con quel martirio di epidurale che ti han fatto). Forse sei così e basta, forte e fragile, farfalla e tempesta, e raggio di sole. Raggio di sole, su ghiaccio e su sabbia, con dentro un cono d'ombra anche quando in cielo non c'è una nuvola, perché quando sei abituata a beccarti acquazzoni inattesi come quelli che hai raccolto lungo il tuo cammino, è normale perdere la voglia di alzare la testa a goderti la bellezza del mondo e dimenticarsi persino di avere con te un ombrello. Perché è vero, forse alla fine nessuno smette mai di addormentarsi solo con sé stesso, forse per quanto si possa camminare vicini ognuno sul fango la sabbia la terra rossa o la neve lascia soltanto le sue di impronte, e il sentiero degli altri appare sempre più nitido, rettilineo, forse anche in discesa del tuo... sì, forse è vero; anzi, è certo così.
Però, dopo tante peregrinazioni, puoi arrivare a scoprire che a fine giornata fai sempre più fatica ad addormentarti sola con i tuoi pensieri perché, dal silenzio cui eri abituata, intorno a te i respiri che si fanno pesanti sono stati uno, poi due, tre, cinque... Puoi voltarti indietro, e sorridere di divertimento a vedere i passi a papera che hanno iniziato ad accompagnarti, e di nostalgia a contare le scie di orme che si sono accostate alle tue magari poi allontanandosene (o magari meno di quanto credevi), e di stupore per quelle che non ti eri accorta avessero cercato di seguirti o avvicinarsi, e di tenerezza per quelle esitanti e sempre più lente che hai accompagnato a riposare, e sentirti scoppiare il cuore di gioia vedendo quei taglia 19-20 che dai tuoi passi hanno preso a caracollarti prima accanto e poi sempre meno incerti trotterellare entusiasti incontro al mondo con le tue (e le mie), di impronte, ad inseguirli. Puoi chiudere gli occhi sul cammino degli altri e tornare sul tuo, e provare a vederlo in un altro modo... purtroppo no, puoi provare, ma non riuscirai mai a farlo. Perché dovresti uscire da te, chiedere un passaggio allo sguardo di una persona qualunque che ti abbia incontrato, e chiedergli di farti dare un'occhiata a te stessa come siamo noi, qua fuori, ad averti vista in questi quarant'anni (e una notte, ormai; quattordicimilaseicentoundici giorni di te, per far meno solenne questa cifra tonda).
Rompicoglioni è la prima cosa che scrivo, perché è la prima che ti diresti. Non a livello professionistico, beninteso, ma sai esserlo con una caparbietà ed una coerenza che da sole già basterebbero a renderlo una virtù ben prima che un difetto. Vorrei la tua forza e la tua fermezza per lottare in ciò in cui credi, e prima ancora vorrei credere in qualcosa come fai tu in tante cose che anch'io ritengo giuste. Credimi, vorrei persino sbagliare con la tua stessa convinzione, piuttosto che restare immobile nel timore di farlo. Forte e sicura, ti vedresti, e ti verrebbe da sorridere amara pensando a come ti senti dentro tu, a come le apparenze ingannino, e avresti ragione. Ma avresti anche torto, io credo. Perché quando la paura che dentro ti paralizza, fuori ti spinge in avanti, forse sei molto più forte di quanto credi. Intelligente e umile, ti vedresti. Intelligente da qualunque punto di vista onesto, così come umile. Nei successi di altri con molto meno talento ti sai già vittima di quella che ai tuoi occhi chiami insicurezza, ma da fuori la leggeresti con molta più indulgenza e tenerezza; e se anche non sarà questo a fare di errori e insuccessi dei trionfi, ti varrà un calore ed un rispetto che ai superbi di successo non saranno mai tributati. Da fuori, credimi, vedresti di valere più ancora di quelli che sai, più di quello che riusciamo a farti sentire, persino più dei piccoli gesti (o colpi di genio) che fai (e che hai) e che credi nessuno noti (perché a volte, davvero, accadono quando sei sola con creature che ne godono senza vederne la grandezza, bambini o animali che siano). E trascino il discorso fuori dalla parentesi e oltre il punto perché, forse, proprio qui sta il punto. Non era un elenco di "quanto sei bella, brava e buona" che volevo regalarti (avrai colto nell'incipit con "rompicogliona" già un vago indizio...). Forse è il mio tempo l'unica cosa che penso possa valere, ma vorrei regalarti tutta la vita, piuttosto che poche ore di sonno forse dovrei cominciare da qualche ora in più di pulizie in casa. Ma quello posso farlo solo là fuori. Ciò che sto cercando di fare qui è provare a restituirti un bagliore della scintilla che, da fuori, scorgo dalla seconda volta che ti ho incontrata, e che ti rende... Faccio fatica a spiegarti. Ma se per te è normale non tanto ciò che fai (so che è molto meno di quanto vorresti) con le creature viventi e i più piccoli fra gli umani, bensì lo spirito, l'intimità con la vita, la connessione, in ultima analisi l'amore, allora permettimi di regalarti la mia invidia. Non l'ammirazione, perché ciò che sei non è frutto di fatica. Pura e semplice, mossa dalle migliori intenzioni ma comunque meschina invidia. Perché io, ogni giorno, spero di essere un pochino più come te. E torno all'inizio, e rispondo alla tua domanda di sabato sera.
Sì, ti amo. Ma non è l'amore a renderti speciale. Io ti amo per quello che per te è normale. Perché dentro hai e sei qualcosa di unico.



Questo l'autore: Lello

Piccoli pensieri... volano via

Dedicato a te, piccolo pensiero nato nel cuore di una coppia felice...

   Il fine settimana appena trascorso e l'inizio di questa settimana sono stati mesti... anche il tempo sembra voler sottolineare lo stato d'animo del nostro gruppo di Anime...

   Una coppia di nostri amici, sposati da meno di una anno, abbracciati dalla felicità di una gravidanza attesa, hanno visto disgregarsi il loro sogno sullo scoglio di un'ecografia "muta"... il battito del loro piccolo non era più presente. 

   Appena l'ho saputo si è riaccesa in me quella sottile sofferenza... mista ad una forte empatia con loro... perchè per me è un'esperienza conosciuta quella della perdita di un bimbo in utero... 

   Lo so che i punti di vista sono vari e avariati davanti ad una simile evenienza... persone diverse passano diversamente questa esperienza... ma per me ed il mio compagno è stato un dolore lancinante... l'interruzione di un progetto... di un progetto su cui ci eravamo lanciati anima e corpo... 

   Lo stesso so che sta succedendo a loro... si è interrotto un sogno, un progetto concreto che stava già modificando la loro vita... stavano facendo posto a questa nuova vita nella loro vita... ed è esaltante, pauroso, stimolante, adrenalinico... si passano nottate intere ad accarezzare quel miracolo e ad anticipargli il progetto che si ha in testa... faremo, andremo, diremo, sceglieremo... 

   Noi abbiamo preferito la strada della vicinanza nella lontananza con loro... siamo rimasti sempre in contatto, grazie alle nuove tecnologie, senza assillarli con la nostra presenza... questi momenti sono momenti a cui accedono di diritto solo la famiglia, le persone dentro al progetto stesso... perchè è un dolore che si teme, visto che la gravidanza non era ancora visibile, nessun altro possa comprendere... e a volte è vero. Perchè per molti, se non è tangibile, non è reale, non può creare tanta sofferenza... 

    Nello scambio di messaggi di questi giorni, oggi, poco fa, ne è arrivato uno che mi ha fatto stringere fortemente il cuore... il messaggio era del papà di questo pensiero e diceva: "Non passerà mai vero? Quel buco non si colmerà... d'ora in poi sarà sempre assente..."

   Cosa risponderti Amico mio? No, non passerà mai... rimarrà sempre presente come una malinconia recondita, una nostalgia profonda... ricorderete tutti i compleanni mancati, i Natali mancati, il primo giorno di scuola... guarderete avidamente le altre pance cariche di speranza, le culle, i passeggini, e lievemente il vostro bimbo vi bacerà il volto con una lacrima...

Vi voglio bene



A volte ritornano...

Beh, il periodo di silenzio questa volta ha battuto notevolmente ogni mio record personale... che scusa poter addurre? Praticamente nessuna se non citiamo l'essere diventata il co-genitore, assieme a mio fratello, dei miei genitori (è la vita), il gestire un'attività online, aggiornare ulteriori due blog, un sito... seguire i miei Allievi Reiki ed i miei coaching on line ed in ufficio.... beh si... forse dovrei metterci un pò più di volontà e aggiornare anche questo blog, perchè in fondo questo è il luogo dove mettere, una volta ogni tanto, in ordine le idee, perchè quando scrivo mi arrivano le idee, le risposte e tanto altro materiale che se anche non lo scrivo, hanno un loro fascino ed il loro potere...

Nel frattempo, in questo lasso di tempo silenzioso, la mia famiglia felina è aumentata... due femminucce...

Minnie

Minnie e Lillith

Luce e profilo di Lillith

Il nostro grande eroe ci ha lasciato

Pelouche in arte Pelù

E siamo in fase di cambiamento: nuova casa, nuovo ufficio, nuova palestra e finalmente, la fondazione e l'apertura della nostra Associazione Accademia del Sè e della Scuola di Reiki per Operatori e persone impegnate nella loro Crescita Spirituale...


Che dire di altro?

Scusate la velocità, ma i fornelli chiamano

Luce e Amore a tutti... 


Siamo a Carnevale ed ogni... Castagnola vale

... miiiiiiiii non mi ero proprio accorta che fosse Carnevale... vuoi perchè è un periodo un pò così, vuoi perchè sono nove giorni che sono sotto antibiotico ed antidolorifici che proprio me lo sono dimenticato... e così... rimedio subito...

oggi fritto di Carnevale

e cosa se non le Castagnole Marchigiane? 

Vabbè, non esageriamo... una delle tante ricette


Ingredienti

450 gr circa di farina
4 uova
4 cucchiai rasi di zucchero
1 confezione di panna da cucina
1 bicchierino di Mistrà
1 bustina di lievito
olio per friggere
alchermes o rum
zucchero per guarnire

 
Procedimento
      In una terrina sbattere le uova con lo zucchero. Aggiungere la panna, mescolando bene. aggiungere il Mistrà. Un pò per volta unire la farina continuando a mescolare. Per ultimo aggiungere il lievito, amalgamando bene.
   Mettere della farina su un piatto e preparare un piano ricoperto di carta forno.
   Con l’aiuto di un cucchiaio prelevare delle piccole quantità di impasto e rotolarlo velocemente nella farina, cercando di dargli una forma arrotondata e sistemarle nel piano.
   Cuocere in abbondante olio caldo (non bollente) rigirandole delicatamente e assicurandosi che non si brucino. Quando saranno dorate scolarle.
   Scaldare in un pentolino uguale parte di acqua e di Alchermes o Rum e tuffarci le castagnole per inzupparle e poi passarle nello zucchero semolato, magari aromatizzato con un po’ di cannella… wow!!!!!!!!!

Buon appetito

Il Circo della Farfalla

Ieri, su Facebook, è stato condiviso questo cortometraggio... sia il titolo che uno degli attori hanno attirato la mia attenzione e sono corsa a vederlo... beh... lascio a voi le parole...

Luce e Amore

Ah... Buona Domenica

Ed oggi... un post esclusivamente PERSONALE


QUESTO POST E' TUTTO PER TE, MIO DOLCE E TENERO GUERRIERO

Questo post è per te mio adorato piccolo cucciolo; tutto per l'Amore che mi hai donato negli ultimi 14 anni, da quando la tua mamma micia ti ha partorito sul mio letto. 
Hai vissuto i primi due mesi della tua vita completamente sul mio lettone, era per te il solo mondo che conoscessi. Ti ho allattato io con il biberon, perchè la tua mamma micia non aveva latte. Ti avevo così tanto bene insegnato la sequenza lettiera-pappa che, la mattina alle sei, mi urlavi nell'orecchio la tua necessità di utilizzare la lettiera perchè avevi fame... e se non ti prendevo subito in braccio per portatrici, lasciavi la tua poca acqua di cucciolo sulla traversina dell'imbottita.
Ricordo ancora i tuoi primi, piccoli passi traballanti nella camera, dove ti tenevo al sicuro dai miei coinquilini, che non avevano un gran amore per gli animali. Mi ricordo il tuo venire a dormire sul cuscino, appoggiato al mio collo, tra i miei capelli ed il tuo flebile ronfolare di soddisfazione... le tue pappe, i tuoi giochi, le tue fughe... e quanto ho pianto quando ti facevano scappare in strada... ma tu sei sempre tornato! Sempre!!! Josy diceva sempre: "vado a cercare il tuo bambino" e così era... 
Ricordo ancora quando ti ho chiuso nello zaino per portarti via da quella casa quando ne sono fuggita. Il tuo rapporto con la nuova micia e con tutti gli altri mici che sono poi arrivati. Tu sei sempre stato il loro mammo… a te si appoggiavano per fare la pasta… e tu li leccavi e coccolavi.
Ricordo ancora quando temevamo di perderti per una bruttissima infezione… quando magro, disperato, vagavi per casa tra un passaggio e l’altro in clinica… Ricordo la tua voglia di combattere che sembrava accompagnarti anche quando ti hanno rimosso tanta “carne” piena di tumori… e tu ne sei uscito da vero Eroe… ti chiamavamo così ora: EROE!!!!
Eri il nostro piccolo, grande Eroe ed ero convintissima che ce l’avresti fatta anche questa volta. Ma il tumore non ti ha lasciato scampo e sei sfuggito da noi così… in un baleno… tra le mie amorevoli braccia… non ti avrei lasciato solo e lo sapevi… mi hai chiamato, ti ho preso in braccio ed il tempo di due sospiri e non c’eri più… solo il tuo corpo morbido ed abbandonato tra le mie braccia.
Ti ho tenuto in braccio tanto… tanto… poi ti ha voluto abbracciare il tuo papà umano e ti ha tenuto tanto… ti ho preparato una cassettina, con le tue copertine… e ti ho coperto, come tante volte avevo fatto in queste ultime giornate… tu così freddo… non vedevo differenza… ma poi sei diventato rigido e ho capito: non stavi più dormendo…


Buon viaggio anima mia
Ti amo
La tua mamma umana